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30 mag 2011

Regime fiscale neo assicuratore

Ciao ragazzi mi hanno parlato di un regime per i novelli produttori assicurativi che consente, grazie ad una legge, un articolo, decreto o altro che non so, per il primo anno di attività di pagare solamente il 10% sui guadagni e nulla più, ne contributi ecc. e nemmeno ritenute d'acconto su provvigioni le quali inizieranno a partire dal secondo anno. Un mio conoscente ne sta usufruendo, ma la mia commercialista non ne è al corrente!
Confido nel vostro aiuto
P.S Io prenderò il mandato di produttore assicurativo di 3° gruppo .
Il tuo commercialista non è al corrente perchè tale norma non esiste.Il regime cosiddetto "speciale", che molti chiamano ancora "dei minimi" (dalla denomicazione precedente) consente sì adempimenti decisamente ridotti, ma la tassazione è del 20% sul reddito d'impresa, diciamo pure sui guadagni.Inoltre c'è una normativa ben specifica per i produttori di III e IV gruppo, che per quanto limiti l'importo dei contributi previdenziali INPS al reddito effettivo, senza la presunzione di un minimo, prevede il versamento obbligatorio pari al 20,09%.Meglio non affidarsi a leggende metropolitane: dopo qualche annetto arrivano le cartelle esattoriali con sanzioni assai dolorose.

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20 mag 2011

Un milione di minori stranieri italiani

Sono 932mila i minori stranieri residenti in Italia. Di essi 6 su 10 sono di seconda generazione, ovvero nati in Italia: Prato con il 19,7% di minori di seconda generazione sul totale della sua popolazione straniera, Mantova (17,2%), Cremona (17%), Brescia e Reggio Emilia (16,9%), nel Sud Trapani (14,2%) e Palermo (12,7%), sono i capoluoghi di provincia con la più alta percentuale di 'G2'. Questi alcuni dei dati più interessanti de 'L'isola dei tesori-Atlante dell'infanzia (a rischio) in Italia' di Save the Children, presentato oggi insieme al nuovo sito presso la Banca d'Italia.


Invisibili
In Italia, dice Save the Children, ci sono anche bambini e adolescenti quasi senza nome e senza volto, perché le loro vite sono in parte o completamente clandestine e nascoste: centinaia di minori per lo più stranieri e soli che soggiornano per brevi periodi nelle comunità per poi scapparne, o che finiscono in circuiti di sfruttamento lavorativo, sessuale o di devianza.


Nel 2010 risultano almeno 4.500 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia. Un dato sicuramente per difetto, che non include, per esempio, i minori neocomunitari.
Al lavoro
Stranieri sono alcune migliaia di minori lavoratori: pari al 9% di tutti i minori che lavorano, stimati in circa 400.000. Sono soprattutto cinesi, a Roma, Milano e Firenze, Prato; romeni e albanesi, a Roma e a Bari, giovani nord-africani in Sicilia e Calabria.


Al Sud
Sono tutte meridionali le province più giovani, quelle con la più alta percentuale di minori in rapporto alla loro popolazione generale: Napoli e' in pole position col 22%, seguita da Caserta (21,3%) e da Caltanissetta, Crotone e Catania (tutte oltre il 20%). Unica eccezione fra le province del Nord e' Bolzano con il 20% di under 18 sul totale dei suoi abitanti. Spetta invece a Ferrara il primato in negativo, con la piu' bassa quota percentuale di bambini (12,6%). In termini di presenze assolute sul territorio, invece, le province definite 'forzieri' d'Italia sono Roma (con 697.387 minori), Napoli (quasi 671.000), Milano (636.610), Torino (351.566).


Stranieri o italiani?
"I dati di 'Save The Children' dimostrano che bisogna avviare un percorso per arrivare allo 'ius soli'. Ogni esitazione della maggioranza non è basata su alcuna motivazione concreta. Purtroppo in Italia una parte consistente della destra è retriva, populista, e per nulla europea", commenta il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della Commissione Affari Europei.


"Ma è necessario pensare a dare maggiori diritti a tutti gli immigrati che sono regolarmente soggiornanti in Italia, che pagano le tasse e che contribuiscono in modo fondamentale alle casse dell'Inps - conclude Di Giovan Paolo - E questi diritti passano attraverso il voto alle amministrative".



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13 mag 2011

Accordo fatto per Fazio e Saviano

Dopo polemiche e ultimatum, sembra chiusa la trattativa per 'Vieni via con me'. Sarebbe stato raggiunto l'accordo sui contratti per gli ospiti della prima puntata della trasmissione, prevista l'8 novembre, anche se non ci sarebbe la firma. Le cifre iniziali, ritenute nelle complesso eccessive dalla direzione generale, sarebbero state riviste tutte al ribasso. Paolo Rossi percepirebbe 5.000 euro, Antonio Albanese circa 20 mila euro, mentre Roberto Benigni sara' presente a titolo gratuito. Ci sarebbe un'intesa sostanziale anche sul contratto tra Rai e Endemol.
Ieri la societa' di produzione aveva smentito le cifre apparse sulla stampa, circa 2 milioni 810 mila euro. In realta' - a quanto si apprende - si tratterebbe del costo massimo della produzione ipotizzato all'inizio della preparazione del programma. A tale cifra andrebbero tolti 50 mila euro risparmiati sulla scenografia e 250 mila euro del cachet di Benigni.
Dal team del programma fanno sapere che il reale costo si sapra' soltanto a fine produzione e assicurano che, quando tutti gli spazi pubblicitari saranno venduti, si rientrera' totalmente dei costi. Sono a carico di Endemol i compensi di Fabio Fazio - legato alla Rai da un contratto biennale - e Roberto Saviano, che percepirebbe circa 50 mila euro a puntata.

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