Repliche Hublot Orologi

27 mar 2011

Urwerk UR-202 “White Shark“- un altro mostro!

Un altro animale da polso creato da Felix Baumgartner e Martin Frei. Che sia nero come il Cobra (UR-CC1), o di titanio e acciaio trattato ARCAP color argento/bianco, come la cassa di questo UR-202 “White Shark”, che bomba l’Alta Orologeria di URWERK!


urwerk ur 202 white shark front Urwerk UR 202 “White Shark“: un altro mostro!


La creatura assassina a cui questa edizione limitata di 12 pezzi si ispira trasmette con il suo manto luccicante le paure degli abissi; UR 202, invece, di far concentrare ancor più lo sguardo appassionato nella sua tecnica venusiana.

In questa collezione il tempo è mostrato attraverso una serie di lancette telescopiche dei minuti che fuoriescono dai tre satelliti che indicano le ore. Esse variano con precisione la loro lunghezza adattandosi per seguire i tre vettori 0 -14, 15 – 44, 45 – 60. Una volta estese, la loro indicazione retrograda risulta chiaramente leggibile sul largo ed insolito display; quando esse sono retratte l’occhio può assaporare indisturbato il meccanismo centrale brevettato dei satelliti. Un indicatore delle fasi lunari e uno del giorno e della notte completano le funzioni fornite.


Non per ripetere quello che già in molti di voi sono sicuro già conosciate, ma i tre satelliti di UR-202 significano – per URWERK – “pretendere” una tolleranza tra i vari componenti di meno di 3 micron.


urwerk ur 202 white shark back Urwerk UR 202 “White Shark“: un altro mostro!


UR-202 “White Shark” sarà in vendita solo attraverso Chronopassion (Parigi), The Hour Glass (Singapore) e URWERK (Ginevra). Se volete vedere altre foto e dettagli tecnici di questa “bestia”, visitate UR RARE SPECIES il sito web del brand dedicato ai segnatempo “mostri meccanici” più rari e particolari.


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20 mar 2011

Orologi Novità 2010- Glashütte Original PanoInverse XL

E’ sempre questione di punti di vista: quando guardi un orologio come PanoInverse XL rimani subito un po’ spiazzato. Se sei arrivato a Glashu?tte Original, per te rivedere anche cento volte un opera d’arte, un museo, riascoltare il tuo brano di musica preferito all’infinito, è sempre come se fosse la prima volta.
panoinverse xl 1 Orologi Novità 2010: Glashu?tte Original PanoInverse XL
Se ti piace l’Alta Orologeria perchè non osservarla direttamente nel cuore? La Maison con Panoinverse XL ha pensato di svelare la bellezza di un movimento meccanico semplicemente “spostandolo” dall’interno all’esterno: del suo splendore se ne può godere osservandolo come se fosse solo un oggetto, quando e quante volte si vuole, senza toglierselo mai dal polso.
panoinverse xl 2 Orologi Novità 2010: Glashu?tte Original PanoInverse XL
E così entrano in noi tutti quei particolari che, anche se da sempre costruiti a regola d’arte e di cui ricordiamo a mala pena i nomi, erano prima “lontani”, come a volte lo sono le persone a noi care.

Castoni in oro, ognuno fissato da tre viti rodiate alla platina a 3/4 decorata a nastro di Glashu?tte ricoperta, tramite un trattamento galvanico, di Rutenio un metallo molto raro appartenente alla famiglia del Platino dal caratteristico colore scuro; sfere, cifre arabe ed indici applicati, tutti realizzati in oro bianco; un elegante indicatore di riserva di carica e, soprattutto, l’eccezionale doppia regolazione micrometrica a collo di cigno. Ma ancora: la regolazione micrometrica di colore argento, montata sul ponte del bilanciere color nero con incisioni rodiate, assieme al ritmico oscillare del bilanciere con viti di compensazione offrono l’affascinante spettacolo della bellezza in movimento del cuore del Calibro 66-04.
panoinverse xl 3 Orologi Novità 2010: Glashu?tte Original PanoInverse XL
Questo progetto ha richiesto la creazione di nuovi componenti funzionali ed una sostanziale modifica non solo di tutti gli elementi gia? esistenti, ma anche dei loro sotto gruppi. Anche le tre platine, le ruote e i pignoni per la trasmissione e per la riserva di carica, si sono “vestiti” per farsi vedere dal mondo intero!
La bellezza c’era: era li al buio che guardava il mondo da un oblò (fondello). Ora è festa all’aperto, per sempre.
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16 mar 2011

La vera storia-leggenda del Omega Speedmaster Moon Watch


Il resto del detto lo sapete… E di chi potevamo parlare se non di Omega Speedmaster, l’unico orologio certificato dalla NASA per essere utilizzato durante le missioni spaziali?


speed 1957 250x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


In un’epoca in cui le partnership e gli sponsors, figurarsi quelli “tecnici”, non esistevano neanche nella mente degli americani, che sono i padri riconosciuti di tutte le odierne tecniche di vendita e di marketing, la leggenda Speedmaster si impose negli anni ’60 dopo un tradizionale, ma sempre efficace, “fammelo provare” che lo decretò – con tutti i meriti – “il compagno ideale dello spazio” dell’uomo, a partire da dal lancio della missione del Gordon Cooper’s Faith 7 all’interno del programma Mercury, il 15 Marzo 1965.


Segue una documentazione raccolta dall’Omega della corrispondenza NASA dal 1961 al 1965 (fonte press ufficiale Omega):


Una scelta oculata
Tutto iniziò nei primi anni ’60, quando due funzionari NASA in incognito visitarono diverse gioiellerie di Houston, fra cui Corrigan’s, all’epoca principale punto vendita di orologi e gioielli della città.


speed 1966 245x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


Gli uomini della NASA, incaricati di selezionare il modello più adatto per gli astronauti impegnati in missioni spaziali, acquistarono cinque cronografi di marche diverse.


La missione spaziale Mercury, con un solo astronauta a bordo della navicella, era quasi completata – e Walter Schirra aveva indossato il suo personale Speedmaster durante il volo Mercury del 3 ottobre 1962 – e la NASA si stava preparando per le missioni Gemini e Apollo, rispettivamente con due e tre uomini d’equipaggio. Il programma prevedeva che gli astronauti effettuassero “passeggiate spaziali” fuori della navicella: fra le principali strumentazioni a disposizione, un orologio da polso in grado di tollerare le difficili condizioni dello spazio.


speed 1969 245x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


Ogni volta che un astronauta sospeso nel vuoto dello spazio avesse girato il polso, il segnatempo sarebbe improvvisamente uscito dall’ombra, rimanendo esposto ai raggi non filtrati del sole e a sbalzi di temperatura dell’ordine di oltre 100°C. Sulla Luna, obiettivo dichiarato del Presidente Kennedy e della NASA, la situazione avrebbe avuto effetti ancora più ardui: sulla superficie del nostro satellite, la temperatura oscilla infatti fra -160° e +120°C.


Venne dunque ideata una serie di test molto severi, al fine di individuare l’orologio più adatto a tali sfide estreme.


speed 1975 230x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


Fra i cinque cronografi selezionati, due vennero eliminati durante la prima serie di test e, fra i tre esemplari rimasti in gara, l’OMEGA Speedmaster fu l’unico a risultare all’altezza dei rigorosi standard previsti dalla NASA. A più di quarant’anni di distanza, l’OMEGA Speedmaster è un elemento essenziale di ogni missione spaziale con equipaggio e, a oggi, è l’unico orologio a essere mai stato indossato sulla Luna.


Procedure del test di qualificazione
Gli orologi vennero sottoposti dalla NASA a una serie di test e processi di pre-selezione, noti come “Procedure del test di qualificazione”, brevemente riassumibili in:


A. Ogni orologio deve essere caricato immediatamente prima di ciascuna fase di test.
B. Il cronografo deve essere attivato durante ciascun test e nei periodi compresi tra due test successivi. Il cronografo deve essere riavviato immediatamente prima e dopo ogni test e, in caso di ritardi cronometrici, a intervalli di 2-6 ore fra un test e l’altro.
C. Prima e dopo ogni test occorre effettuare verifiche della precisione, a intervalli di un’ora durante i test (laddove possibile) e, in caso di ritardi cronometrici, a intervalli di 2-6 ore fra un test e l’altro. All’inizio di ciascuna verifica di precisione, si provvede ad azionare il cronografo e a registrare i seguenti dati:
? Identificazione dell’orologio
? Ora di riferimento (ore, minuti, secondi)
? Ora dell’orologio sottoposto al test (ore, minuti, secondi)


speed 1980 222x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


Quando vengono effettuate verifiche di precisione durante una sessione di test, non bisogna arrestare il cronografo, provvedendo invece a registrare quanto segue:


? Identificazione dell’orologio
? Ora di riferimento (ore, minuti, secondi)
? Ora dell’orologio sottoposto al test (ore, minuti, secondi)
? Tempo registrato dal cronografo (ore, minuti, secondi)
D. Durante ciascuna verifica, gli orologi devono essere ispezionati al fine di accertare l’eventuale presenza di danni alla cassa, al vetro, al quadrante, al cinturino e ai pulsanti, nonché di umidità al di sotto del vetro. Eventuali irregolarità nelle condizioni dell’orologio dovranno essere debitamente segnalate.
E. L’orologio non deve essere sottoposto a ulteriori test nel caso si verifichino i seguenti guasti:
? Completa interruzione di tutte le funzioni con impossibilità di riattivazione
? Completa interruzione del funzionamento del cronografo, con impossibilità di riattivazione
? Interruzione di due funzioni di qualunque tipo, anche nel caso risulti possibile riattivarle
? Vetro incrinato o rotto
? Rottura dell’albero di carica o dei dispositivo di comando del cronografo.


speed 1985 237x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


Trio vincente
Soltanto 3 dei 6 cronografi superarono questa difficile fase di pre-selezione. I finalisti furono quindi soggetti a undici differenti prove, le più rigorose mai effettuate nella storia dell’orologeria.
Il 29 settembre 1964, la NASA ordinò – al prezzo di 82.50 Dollari l’uno secondo il cambio di quel giorno – in Svizzera erano venduti a 415 CHF – due Speedmaster a scopo di testarli e valutarli e pose come condizione che la consegna venisse effettuata entro il Ottobre 1964.


1. Alte temperature
48 ore alla temperatura di 71°C, seguite da 30 minuti a 93°C, il tutto a una pressione di 5,5 psia (pound per square inch o libbre per pollice quadrato, pari a 0,35 atmosfere) e con un’umidità relativa non superiore al 15%.


2. Basse temperature
Quattro ore alla temperatura di -18°C.


3. Temperatura-pressione
La camera viene sottoposta alla pressione massima di 1,47 x 10-5 psia (10-6 atmosfere) e alla temperatura di 71°C. La temperatura viene quindi abbassata a -18°C nel giro di 45 minuti e portata nuovamente a 71°C durante i 45 minuti successivi. Questa procedura viene ripetuta altre quindici volte.


4. Umidità relativa
Un totale di 240 ore a temperature comprese fra 20 e 71°C, con un’umidità relativa pari a almeno il 95%. Il vapore acqueo utilizzato deve avere un pH compreso fra 6,5 e 7,5.


speed 1989 232x270 Di "Moon Watch" ce n'è uno...


5. Atmosfera satura di ossigeno
L’orologio viene immesso per 48 ore in un’atmosfera costituita al 100% da ossigeno, alla pressione di 5,5 psia (0,35 atmosfere). Il test viene considerato non superato per valori al di fuori delle specifiche e dei limiti di tolleranza previsti, bruciature visibili, formazione di gas tossici, sprigionamento di odori acri, danneggiamento di giunti o lubrificanti. La temperatura ambientale viene mantenuta a 71°C.


6. Prova d’urto
Sei urti da 40 G, della durata di 11 millisecondi ciascuno, in sei angolazioni diverse.


7. Accelerazione
L’orologio viene sottoposto, nel giro di 333 secondi, ad accelerazioni lineari di entità compresa fra 1 e 7,25 G, lungo un’asse parallela a quella longitudinale della navicella spaziale.


8. Decompressione
Novanta minuti alla pressione massima di 1,47 x 10-5 libbre psia (10-6 atmosfere) alla temperatura di 71°C e 30 minuti alla temperatura di 93°C.


9. Sovrappressione
L’orologio viene sottoposto alla pressione di 23,5 psia (1,6 atmosfere) per un periodo minimo di un’ora.


10. Vibrazioni
Tre cicli (laterale, orizzontale, verticale) di 30 minuti, a una frequenza di oscillazione variabile da 5 a 2.000 Hertz e di nuovo a 5 Hertz, il tutto nel giro di 15 minuti. L’accelerazione media per impulso non deve risultare inferiore a 8,8 G.


11. Rumore


130 decibel in un range di frequenza compreso tra 40 e 10.000 Hertz, per una durata di 30 minuti


I risultati
Il 1° marzo 1965 i risultati dei test erano completi. Come detto in precedenza, erano rimaste in lizza tre cronografi di differenti marche. Di questi, uno aveva incontrato difficoltà in due diverse occasioni durante i test per la resistenza all’umidità, fermandosi definitivamente durante quello di resistenza al calore: la lancetta dei secondi si era deformata, impigliandosi nelle altre.


Durante la prova di resistenza al calore, il vetro del secondo cronografo prima si piegò, poi si fuse staccandosi dalla cassa.


Soltanto l’OMEGA Speedmaster superò tutti i test con una performance eccezionale. All’epoca, gli esperti della NASA scrissero: “Le prove funzionali e ambientali condotte sui tre cronografi selezionati sono state ultimate e, visti i risultati conseguiti, i tre membri dell’equipaggio GT-3 (Gemini Titan III) sono stati dotati di cronografi OMEGA opportunamente omologati”.


Un annuncio dal tono sobrio e riservato, che sanciva in maniera ufficiale l’utilizzo in via esclusiva dell’OMEGA Speedmaster per tutte le missioni spaziali con equipaggio, divenendo così parte irrinunciabile della tradizione OMEGA. Molto importante fu un comunicato della NASA datato 1 Marzo 1965 che diceva “…gli astronauti dimostrano all’unanimità la preferenza per il cronografo Omega rispetto agli altri due marchi orologieri in quanto mostra una migliore accuratezza, affidabilità, leggibilità e facilità d’utilizzo.”


Una nota ironica: OMEGA sarebbe venuta a conoscenza dell’avventura spaziale dello Speedmaster solo osservando una foto di Ed White scattata in occasione della prima passeggiata spaziale americana, durante la missione spaziale Gemini 4 del Giugno 1966.


FINE – note tecniche


Una bella sorpresa! Irripetibile, ma fondamentale per Omega ricordarla proprio quest’anno in cui si celebrerà il 40° anniversario della prima passeggiata sulla Luna del Moon Watch (nell’articolo alcune fotografie dall’archivio Omega di Speedmaster dal 1957 al 1989).


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10 mar 2011

Idea regalo Natale- gemelli con autentici movimenti di orologi!

Non si finisce mai di scoprirne una nuova… Sul mondo degli orologi intendo!
Navigando sulla rete mi sono imbattuto in WatchesToBuy.com che appartiene ad un venditore di orologi vintage di London, Ontario in Canada. Navigare sui siti di questo tipo è veramente molto affascinante per un appassionato: è come se dalle fotografie, questi orologi tendessero una mano per rapirti e portarti – come un film di fantascienza – dentro al cuore del loro movimento meccanico. Bisogna però cercare di resistere per non avere il direttore di banca che si auto-invita al pranzo di Natale… icon sad Idea regalo originale: gemelli con autentici movimenti di orologi!
E’ proprio di movimenti meccanici che vi voglio parlare, ma non di quelli che “pulsano” ancora allegramente. Questi, in alcuni casi ultra-cinquantenni, hanno fatto il loro lavoro egregiamente poi, probabilmente meno fortunati di un vecchio Calatrava di PF, si sono guastati e l’ossidazione e la ruggine li ha compromessi definitivamente…
A ridare a questi meccanismi una seconda possibilità di essere desiderati e coccolati ci ha pensato Dane Tanenbaum, un collezionista di cose di ogni genere, creando gemelli con movimenti di orologi autentici esemplari unici! Forse – continua la descrizione – egli è stato ispirato da sua madre Carole Tanenbaum che realizza vestiti-gioiello che hanno fatto impazzire famose movie stars e celebrità compresa la Signora Obama.
Ecco tre esempi: costano? tutti $ 310 la coppia (spedizione in EU)
gemelli big Idea regalo originale: gemelli con autentici movimenti di orologi!
Questi sono “king-size” approssimativamene 17.5 x 25 mm
gemelli ovali Idea regalo originale: gemelli con autentici movimenti di orologi!
Questi invece sono ovali. Interessante il particolare della lavorazione a coste del movimento Hamilton
gemelli gold Idea regalo originale: gemelli con autentici movimenti di orologi!
Questi invece sono l’ideale per chi volesse abbinarli ad un orologio in oro. Misurano 15.5 mm di diametro.
A questa pagina del sito potrete vederli tutti. Difficile trattenersi, ma vi avviso: “occhio alla dogana”…
Se poi siete “larghi di manica”… compratevi quelli di Patek Philippe, ma non lasciateli mai in giro!
gemelli pf Idea regalo originale: gemelli con autentici movimenti di orologi!
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7 mar 2011

BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321 Moon Watch

Un paragone impossibile? Forse si… ma BENRUS TYPE I e OMEGA Speedmaster Professional nella versione 321 Pre Moon Watch hanno in comune qualcosa che pochi orologi da polso possono vantare: appartenere ad una leggenda.
omega speedmaster benrus type BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
I due pezzi che vedete sono di mia proprietà: li ho desiderati per anni e ognuno di questa precisa referenza.
omega speedmaster 321 side2 BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
Parto dall’estetica e dal Moon Watch: si tratta di un 105.012.66 che come saprete è la referenza che quasi sicuramente ha passeggiato per prima sul suolo lunare. Le sue dimensioni sono di circa 40 millimetri in larghezza. E’ un orologio sportivo e robusto e, se non fosse per il suo enorme vetro in plastica bombato, lo sarebbe ancora di più.
benrus type i class a BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
BENRUS TYPE I è uno degli orologi militari utilizzati in Vietnam dal corpo speciale UDT-SEAL, i “Berretti Verdi”. In particolare questo esemplare risale al 1972 anno in cui si era in pieno conflitto. Le dimensioni sono simili: 41 mm. La cassa è in acciaio di forma spigolosa con trattamento opaco antiriflesso per l’impiego nelle missioni di guerra dove è fondamentale non rivelare accidentalmente “chi lo porta al polso”.
Movimento: questo Speedy monta un movimento Calibro 321 con smistamento delle funzioni cronografiche comandato da ruota a colonna. Esse servivano al tempo a compiere veri calcoli in un era in cui i computer non si riuscivano neanche ad immaginare… Figuriamoci metterseli al polso! Il TYPE I era un CLASS A così nominato perchè appartenente alla tipologia più alta mai assegnata ad un orologio militare. E’ un subacqueo e a differenza di OMEGA monta un banale e comune movimento automatico ETA a 17 rubini molto affidabile, ma diverso da quelli che si trovano in quantità industriali oggi.
omega speedmaster 321 side BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
Segni particolari – OMEGA: i pulsanti della cronometria di questa referenza sono leggermente più staccati delle successive versioni. Esteticamente si notano in corrispondenza dell’estremità delle anse la suggestiva forma ad elica.
benrus type i side BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
Segni particolari -BENRUS: senza dubbio il cristallo in plastica molto bombato “glossy” e la grafica minimalista con macro-indici stampati. La ghiera nera lucida rivestita in plastica: il TYPE I è un orologio subacqueo e freddamente essenziale. Uno stile senza compromessi che suscita amore oppure odio a prima vista.
benrus type i back BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
Collezionabilità: scontata per i modelli OMEGA Speedmaster Pre Moon 321, se completi di bracciale coevo 1039. Valore? A partire da quanto costa un Rolex Submariner nuovo a… salire. BENRUS TYPE I è molto ricercato soprattutto dalla nicchia dei collezionisti di orologi militari. In Italia è difficile da trovare e, comunque, bisogna stare attenti alle repliche! Attenti al vetro! Se da sostituire è praticamente impossibile da trovare originale. Un consiglio per l’acquisto: oltre a controllare i riferimenti incisi sul fondello fatevelo aprire (operazione difficile da effetuare tecnicamente) ed esaminate il? movimento. La massa oscillante deve riportare la scritta “Benrus”. Valore? Anche qui in continua salita, può tranquillamente, nonostante la crisi, superare i 4.000 EUR.
omega benrus final BENRUS TYPE I vs OMEGA Speedmaster Professional 321
A parte l’emotività personale penso che, chi per un motivo chi per l’altro, questi due orologi possono vantare un “passaporto storico” davvero non comune. Mi scuso per le foto: penso che sia chiaro che davvero non siano il mio mestiere!
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6 mar 2011

Baselworld 2010- HUBLOT Gold King Power Tourbillon GMT

“Un Hublot al giorno, toglie…”. No, il brand ginevrino non ha ancora dei poteri soprannaturali… Ma possiede senz’altro quello di interpretare con una fantasia senza limiti le dimensioni, i colori e i materiali del suo best-seller Big Bang. Poi quello di cui vi parlo in questo articolo, pronto per essere spedito a Baselworld 2010, ha delle caratteristiche aggiuntive non proprio comuni…
hublot king power gmt Baselworld 2010: HUBLOT Gold King Power Tourbillon GMT
Prima di tutto Il King Power TOURBILLON GMT è il primo orologio Hublot Tourbillon con indicazione di un doppio fuso orario. Il piccolo quadrante a ore 2 consente di conoscere di sapere l’ora di un secondo fuso orario a scelta. In più a ore 9 è mostrata la data nella piacevole rappresentazione retrograda.
Parte del nome di questo orologio va ad identificare proprio il materiale di cui è costruito: la lega “King Gold” ottenuta aggiungendo il platino al 5%. Ne risulta a primo impatto che il colore dell’oro di questo orologio è davvero molto particolare. La finezza della sua microstruttura assicura la perfetta stabilità della lega e quindi la durabilità della sua qualità e della sua colorazione rosso intenso. Il rosso sempre intenso e la durezza sono le peculiarità che ne caratterizzano l’estetica.
Ecco le sue caratteristiche tecniche:
Cassa

“King Power ” diametro 48 mm in oro “King Gold” Lunetta Ceramica nera micropallinata sovrastampata caucciù nero, con 6 viti in titanio PVD nero a forma di H in rilievo Vetro Zaffiro con trattamento antiriflesso interno/esterno Disco Anse Resina composita nera Inserti Laterali Resina composita nera Fondello Oro “King Gold” Corona Oro “King Gold” con inserto in caucciù nero Pulsante Oro “King Gold” con inserto in caucciù nero Impermeabilità 100 m o 10 ATM.
Quadrante

Pezzi multipli con contatori e réhaut riportati nero opaco micropallinato e spolverato oro, indici applicati placcati oro e ricalcati con SuperLuminova? nero, Data Retrograda alle ore 9, quadrante GMT alle ore 1 in blu e rosso, cassa del Tourbillon alle ore 5, Lancette placcate oro con SuperLuminova? nero.
Movimento

HUB6121 Tourbillon Gmt Data retrograda

Dimensioni Diametro: ? 35.60 mm Spessore: 6.90 mm

N. di componenti 278

Numero rubini: 30

Bilanciere: Bilanciere a vite, spirale piatta

Alternanze: 21’600 A/h (3Hz)

Gabbia Tourbillon: ? 12.50 mm

Riserva di carica: 90 ore

Ponti: Colima?on, trattamento 5N18

Viti:Lucidate a specchio, contorno e intaglio smussati, nichelate

Platina: Micropallinata, trattamento cromo nero

Piastra superiore: Colima?on, trattamento 5N18
Cinturino

Regolabile in caucciù nero snodato

Chiusura: Fibbia déployante in oro “King Gold” e acciaio PVD oro
Prezzo: 129.000 €
Con Hublot, per l’elenco interminabile delle cure profuse nei dettagli dei materiali, quasi ci dimentichiamo che questo Gold King è un tourbillon… Disponibile in edizione limitatissima di 28 pezzi, numerati da 1/28 a 28/28. E il numero 0?!? Non si sa.. nè se sia mai stato prodotto, nè nel caso… dove sia! Misteri di Alta Orologeria… icon smile Baselworld 2010: HUBLOT Gold King Power Tourbillon GMT
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5 mar 2011

All’asta il Patek Philippe Ref. 1463 Di Howard Hughes

Figli di un Dio orologiero superiore! Così potremmo definire i cronografi Patek Philippe degli anni ’40. Il prossimo 16 Giugno sarà battuto all’asta Christie’s non un Patek Ref. 1463 qualsiasi (continuate a leggere..), ma quello appartenuto a Howard Hughes personaggio audace ed indimenticabile dell’America del Secolo scorso.
hughes patek 1463 All’asta il Patek Philippe Ref. 1463 Di Howard Hughes
L’orologio
Un cronografo in oro di 35 mm costruito dalla Maison nel 1949 mosso da un movimento meccanico a carica manuale Calibro 13 su 23 rubini con spirale bimetallica, quadrante argentato e numeri Breguet applicati. I due contatori leggono i 30 minuti e i secondi continui. La cassa in oro 18 k è persino impermeabile; la fibbia in oro 18 k del cinturino è marcata Patek Philippe.
hughes All’asta il Patek Philippe Ref. 1463 Di Howard Hughes
Il personaggio
Howard Hughes visse come un supereroe (24 Dicembre 1905 – 5 Aprile 1976). Fu un abile pilota di aerei, un imprenditore e un produttore cinematografico. A soli 18 anni, dopo la morte improvvisa del padre, ereditò il 75% dell’azienda di famiglia. Dopo aver lasciato alle sue spalle immobili per un milione di dollari e il controllo della Sharp-Hughes Tool Company, Hughes e la sua nuova moglie si spostarono dal Texas a Hollywood. Qui Howard dedicò buona parte dei successivi vent’anni della sua vita nel business cinematografico. Nel 1928 il film da lui prodotto Two Arabian Knights vinse l’Oscar per la miglior regia del genere commedia e altri premi arrivarono nel 1932 con Scarface e nel 1943 con The Outlaws.
hughes patek 1463 back All’asta il Patek Philippe Ref. 1463 Di Howard Hughes
Nonostante fosse molto conosciuto nell’industria del cinema, Hughes è forse ancora più famoso come pioniere dell’aviazione. A scuola non era un fenomeno, ma se la cavava molto bene nella matematica: questa sua attitudine lo favorì molto in questo campo. Stabilì molti records tra cui nel 1938 il giro del mondo in 91 ore battendo il precedente di quattro ore., finanziò e produsse diversi aeroplani inclusi quelli sviluppati in collaborazione con Boeing e Lockheed. Il suo aereo più famoso Spruce Goose (H4-Hercules) era all’epoca il velivolo più grande del mondo con un’apertura alare di ben 319 piedi (circa 114 metri). Hughes acquistò anche parte della compagnia aerea TWA e vi rimase fino al 1960.
hughes patek 1463 buckle All’asta il Patek Philippe Ref. 1463 Di Howard Hughes
Dal 1950 Hughes incominciò a mostrare sintomi paranoici. Passò i rimanenti vent’anni della sua vita recluso in vari hotel di lusso sparsi nel mondo. Morì il 5 Aprile del 1976 durante il volo che lo portava da Acapulco a Houston per ricevere cure mediche.
L’asta
Il suo cronografo in oro Patek Philippe Ref. 1463 è valutato $150.000 -$200.000. Secondo voi quanto dovrà sborsare chi si vorrà aggiudicare questo fantastico orologio?
Fonte e immagini Christie’s
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AGGIORNAMENTO SABATO 5 GIUGNO ORE 11:00 (GMT +1)


Nick attentissimo lettore di Orologi di Classe, nel commento che potete vedere alla fine dell’articolo, mi fa notare un particolare misterioso. Come ho fatto a non accorgermene?!!
Sulla fotografia della fibbia c’è proprio scritto PATEK-PHILLIPE. Ma come è possibile??? Mi butto a cercare il link originale dell’articolo sul sito Christie’s (Il link lo trovate più in alto); le foto dell’orologio di Howard Hughes non sono in formato tradizionale: sono una vicina all’altra con uno script in Flash e si possono spostare e zoomare. Ingrandisco il dettaglio della fibbia in oro 18 k. Questo che vedete in basso è la foto della fibbia dal sito Christie’s (la stessa di quella in alto pubblicata nel’articolo di ieri) ingrandita.
patek huges 1463 buckle1 All’asta il Patek Philippe Ref. 1463 Di Howard Hughes
E’ molto strano. Subito penso a una lettera consumata dal tempo… Ma la diversità dei caratteri in sequenza stessa non può trarre in inganno: C’è una “P” sola tra la “I” e la “E” e le “L” sono chiaramente due…
Una foto sfuggita di una fibbia che non c’entra niente con questo lotto? Forse… E’ strano che in un’asta di un orologio di tale interesse collezionistico e dal valore stimato di $200.000, ci sia un particolare così inconsueto e non notificato.
Speriamo di saperne di più. Per adesso ringrazio ancora Nick che non fa che confermare la mia tesi che chi è appassionato/malato di orologi, qualunque sia il budget a sua disposizione, ha la vista molto lunga! Più della mia senz’altro…
AGGIORNAMENTO LUNEDI’ 14 Giugno ore 20:30 (GMT +1)
Anche Kyle fondatore di Perpetuelle.com un fantastico portale di orologi di lusso negli U.S. scrive un articolo sugli “strani risvolti del Patek Philippe di Howard Hughes“.
Come andrà a finire?


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